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La scelta delle ghette da caccia: modelli che proteggono davvero da spine e fango

Michela Tramontanodi Michela Tramontano· 27/08/2026 07:12
La scelta delle ghette da caccia: modelli che proteggono davvero da spine e fango

Risposta breve: per bloccare davvero spine e fango servono ghette alte al ginocchio in Cordura 500–1000D con rinforzi anti-abrasione, membrana impermeabile traspirante, zip protetta, cinghia sotto-scarpa in TPU/acciaio e gancio al laccio.

Che cosa devono fare davvero

Tre funzioni sono non negoziabili: resistere alle spine, sigillare dal fango, non far sudare. Ogni scelta ruota intorno a questi punti.

In sintesi:
  • Resistenza meccanica: tessuti ad alta denaratura e rinforzi.
  • Impermeabilità: cuciture nastrate e pattine anti-pioggia.
  • Traspirazione: membrana e volumi d’aria controllati.

Materiali: quelli che fermano le spine

Le ghette non sono tutte uguali. Ecco i materiali che fanno la differenza nei roveti della macchia mediterranea e tra ginestre.

  • Cordura 500–1000D: il riferimento per resistenza a strappi e abrasioni. Più è alto il denari, più “corazza”.
  • Rinforzi in poliuretano/Kevlar nelle zone di sfregamento (caviglia, tibia interna): aumentano la vita utile.
  • Nylon ripstop medio-pesante: più leggero, adatto a chi cammina molto; occhio agli spineti: serve doppio strato anteriore.
  • Canvas cerato: silenzioso e naturale, buona resistenza, ma assorbe acqua se non mantenuto.

Impermeabilità e traspirazione

Le membrana e la costruzione contano quanto il tessuto esterno.

  • Membrana ePTFE o PU (es. Gore-Tex): cerca valori reali di colonna d’acqua > 10.000 mm e RET < 13 per evitare condensa.
  • Cuciture nastrate e pattina copri-zip: bloccano il ruscellamento di pioggia e fango.
  • Parapietra basso

Chiusure e dettagli che fanno (davvero) la tenuta

Sotto pressione, sono i particolari a cedere. Sceglili bene.

  • Zip frontale o laterale YKK con cursore bloccabile, coperta da doppia pattina in velcro: pratica e affidabile con guanti.
  • Chiusura alta a cordoncino (o velcro elastico): impedisce l’ingresso di semi e pioggia dall’alto.
  • Gancio al laccio in metallo: ancora la ghetta alla tomaia, evitando che scivoli.
  • Cinghia sottopiede:
    • TPU: leggera e silenziosa; resiste bene al fango, meno ai sassi taglienti.
    • Acciaio rivestito: quasi indistruttibile, ma più rumoroso sui sassi.
    • Pelle trattata: tradizionale e silenziosa, richiede cura e asciugatura.

Vestibilità e rumorosità

Una ghetta troppo ampia “batte” e fa rumore. Troppo stretta limita la caviglia.

  • Taglio anatomico con ginocchio libero e polpaccio regolabile.
  • Inserti elastici solo dove servono, per non perdere schermatura alle spine.
  • Finiture silenziate: niente fischi d’aria, niente fruscii rigidi.

Altezze e stagionalità

  • Altezza ginocchio (38–42 cm): protezione massima in rovi, fossi e canali.
  • Mezza altezza (28–34 cm): più leggera, ideale su erba alta e sterpaglia moderata.
  • Invernali isolate: fodera termica o pile leggero; attenzione alla traspirazione in salita.

Tre profili di modelli che funzionano

Profilo Materiale/Struttura Peso Stagione Pro Contro
Corazzate anti-spine Cordura 1000D + rinforzi PU, membrana, zip coperta Pesante Autunno-inverno Schermo top in rovi; durata Meno traspiranti nelle salite lunghe
Idrorepellenti ultraleggere Nylon ripstop 210–420D, membrana leggera, cinghia TPU Leggero Primavera-autunno Cammino fluido; asciugano in fretta Meno protettive su spine aggressive
Invernali isolate Cordura 500–700D, fodera termica, pattine ampie Medio Inverno freddo Calore controllato; buona tenuta al fango Ingombro con scarponi voluminosi

Come scegliere in 30 secondi

  1. Terreno: rovi fitti = Cordura alta denaratura; campi fangosi = membrana top e pattine.
  2. Passo: se cammini molto, privilegia leggerezza e RET basso.
  3. Scarponi: verifica compatibilità con suole e ramponcini leggeri.
  4. Silenzio: evita finiture rigide e cinghie metalliche su ghiaia.

Manutenzione che allunga la vita

  • Risciacqua il fango a fine uscita; niente saponi aggressivi.
  • Asciugatura all’aria: lontano da stufe e sole diretto.
  • Rinnova il DWR (idrorepellenza) con spray specifici ogni stagione.
  • Controlla cuciture e cinghie: cambia subito pezzi consumati.

Etica e sicurezza sul territorio

Scegliere ghette efficaci riduce tempi di attraversamento in habitat sensibili e il contatto con vegetazione fragile. Un impatto minore è un vantaggio per cacciatore e ambiente.

Consulta linee guida e buone pratiche diffuse da istituti come ISPRA e, quando operi in aree protette, informati sui regolamenti locali prima dell’uscita.

In sintesi

  • Spine: Cordura alta + rinforzi mirati.
  • Fango: membrana seria, cuciture nastrate, pattine ampie.
  • Comfort: traspirazione, taglio anatomico, silenziosità.
  • Affidabilità: zip protette, gancio laccio metallico, cinghia durevole.

Da ragazza nei calanchi delle Dolomiti Lucane ho imparato che una buona ghetta non si nota: ti lascia passare dove decidi tu, asciutta, silenziosa e senza graffi. Il resto è rumore di fondo.

Michela Tramontano
Michela Tramontano

Michela Tramontano è cresciuta ai bordi del Parco delle Dolomiti Lucane, dove ha appreso la caccia tradizionale alle lepri. Negli ultimi anni si dedica all’educazione ambientale, insegnando ai giovani il corretto rapporto tra attività venatoria e tutela degli ecosistemi.